Saffioti interviene sul tema dell’aborto
Milano, 27 febbraio 2008
Caro direttore,
non so se il documento della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici,sia stato sottoposto a regolare votazione oppure rappresenti una forzatura del Presidente, ma non ho trovato niente di così sconvolgente quando in esso viene ribadita la validità della legge 194 che nessuno, e tanto meno Ferrara, vuole cambiare o mettere in discussione.
Il mondo politico cattolico, ma non solo, dovrebbe invece fare un po’ più di autocritica per il fatto che, come ricorda Ceresoli in altro articolo, negli anni passati svariati governi a maggioranza democristiana e molti politici cattolici non hanno sollevato adeguatamente l’urgenza di dar corpo alla 194 anche nelle parti relative alla prevenzione: la legge infatti nasce per tutelare la maternità e per combattere la tragedia degli aborti clandestini, fatti in Italia per i poveri, all’estero per i ricchi.
La proposta di Ferrara va certamente sostenuta quando riguarda l’uso statale e generalizzato dell’aborto quale mezzo di controllo delle nascite imposto alle donne, come avviene in Cina o in India. Ma non capisco il senso di chiedere la moratoria anche in Italia, ora, alla vigilia delle elezioni, dicendo nel contempo che la 194 va bene, non va toccata, ma solo applicata in tutte le sue parti.
Come non prevedere che buttare un tema così drammatico e complesso nell’agone della campagna elettorale non avrebbe ottenuto altro risultato che quello di far rialzare la testa agli integralismi laici e cattolici, di scatenare slogans e parole d’ordine, di riaccendere uno scontro e non un confronto tra posizioni diverse?
La legge 194 ha rappresentato un compromesso, riuscito, tra le esigenze dello stato etico, di chi vuol imporre valori e modalità di vita, e lo stato liberista di chi li affida in toto alla coscienza e alle scelte individuali. Un cattolico non usufruirà mai di quanto la 194 rende legale, come un pacifista non userà mai la forza neppure quando sia legalmente consentita. Ma lo stato liberale, davanti alla tragedia degli aborti clandestini e alla presenza di altri orientamenti e convinzioni religiose, ha dovuto regolamentare una scelta che è individuale ma che coinvolge anche la società e ha dato una risposta legale, in una società complessa e articolata, alla contraddizione eticamente insanabile (come la definisce Ostellino), tra diritto alla vita del nascituro e diritto di libertà della donna che vuole preservare un proprio progetto di vita.
In campagna elettorale è giusto che si parli di aiuto alle famiglie, di casa, di asili nido, di sussidi, di lavoro, di tutti quei provvedimenti che un governo deve emanare per tutelare, nel rispetto della libertà, la continuità della propria comunità e dei valori che questa tramanda. Sono temi, per altro, che dovrebbero essere affrontati indipendentemente dal problema aborto.
Hanno, invece, ragione gli ordini a sottolineare la necessità di sottrarre temi come quello in questione alle inevitabili strumentalizzazioni, e di dare invece maggiore comprensione al trauma individuale che ogni donna affronta indiscutibilmente quando sceglie la strada, sempre tragica, dell’aborto.
A suo tempo mi schierai contro la legge 194, non dico contro l’aborto, perché credo che nessuno sia favorevole all’aborto. Poi, anche a seguito di diverse esperienze professionali, ho modificato le mie convinzioni e ora credo che lo Stato debba fare tutto il possibile per aiutare la donna incinta e per rimuovere quelle situazioni che possono condizionarla o indirizzarla a scegliere l’aborto; ma anche che se la donna giunge a questa decisione, non bisogna criminalizzarla ma sempre comprenderla e aiutarla.
Questo secondo me deve garantire uno stato laico e liberale, che riteniamo essere per altro una conquista della civiltà occidentale e che contrapponiamo alle teocrazie islamiche, e che non deve interferire nella missione della Chiesa di diffondere liberamente il proprio messaggio e di proporre valori e principi.
Per questi motivi la via elettorale scelta da Ferrara per riproporre una riflessione sull’aborto mi sembra impropria e foriera più di problemi che di soluzioni.
Molto cordialmente
Carlo Saffioti
Consigliere Regionale di Forza Italia
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